Platero y Yo – I Concerti dell’Ateneo Messinese 2016

 

Giovedì 18 febbraio 2016

AULA MAGNA DELL’UNIVERSITA’

Vanessa Gravina (voce recitante)
Claudio Piastra (chitarra)

 

Brochure 2016

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Spettacolo teatrale-musicale con testi di Juan Ramon Jiménez e musiche di Mario Castelnuovo-Tedesco

PROGRAMMA

PLATERO: Allegretto molto mosso, trottando

EL POZO: Lento, misterioso

AMISTAD: Andantino grazioso

LOS GITANOS: Tempo di Habanera

RONSARD: Andantino grazioso

EL CANARIO VUELA: Molto moderato, ma leggero e volante

IDILIO DE NOVIEMBRE: Quieto, dolce e tenero

GOLONDRINAS: Vivace leggero e volante

LA FLOR DEL CAMMINO: Lento, quieto e semplice

LA MUERTE: Moderato, ma deciso e sinistro

MELANCOLIA: Andantino elegiaco

A PLATERO EN EL CIELO DE MOGUER: Lento e meditativo

 

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“Ci saranno ancora degli asini a Moguer?” Domanda lecita per i lettori di Platero y Yo del grande poeta in ombra, Juan Ramón Jiménez (Nobel per la letteratura 1956). Moguer è il paese dove è nato l’autore, mentre Platero è l’asino più famoso della poesia del Novecento.
Il libro, maturato per molti anni (dal 1907 al 1916), è il ritratto interiore di un lirico che si interroga costantemente sulla vita e sul mondo. “Più che di un monologo poetico, si tratta di un dialogo fra il poeta e la natura… Il poeta si serve dell’asino per entrare nel mondo della natura e da lì conoscere la natura dell’uomo, a cominciare da se stesso…” (Carlo Bo, edizione italiana 1991 – Passigli Editori).
L’esecuzione è una selezione di brani tratti dai 28 che compongono l’opera omonima, scritta dall’eccelso compositore fiorentino Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968), a due anni dalla morte dell’amico poeta, nel 1960.
Platero y Yo spicca per singolarità, essendo concepita per voce recitante e chitarra, un vero e proprio duo, dove la parola viene trattata anche sotto l’aspetto musicale, con una precisa scansione nel tempo, fino a creare un affascinante e complesso intreccio tra le parti. Non dunque un testo con sottofondo musicale, magari d’impronta spagnola come la nazionalità del poeta farebbe supporre, né tanto meno una mera descrizione del testo.
È consigliabile ascoltare l’opera con lo spirito suggerito dall’autore del testo: “questo non è un libro per bambini, ma forse, per uomini bambini”.

 

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